Visita ai monumenti viventi

Monumento Vivente

Presso la Tenuta Colline di Zenone il visitatore può immergersi nella natura, circondato da ulivi che risultano dei veri e propri monumenti viventi.

La ricchezza del legno con i suoi odori, i nodi, le stratificazioni del tempo, la varietà tattile della sua consistenza, riesce a comunicare l’essenza del proprio essere e a trasferire nello spazio in cui l’albero è collocato parte della storia dei luoghi e degli accadimenti a cui ha assistito nello scorrere degli anni.

Mi piace ricordare a tal proposito l’artista Jimmie Durham che qualche tempo fa ha organizzato una mostra a Palazzo Reale.

Alla base della sua pratica artistica c’è il tentativo di decostruire i concetti cardine della cultura europea lasciando all’essenza stessa dell’oggetto la capacità di raccontare la sua storia.

I principi di monumentalità celebrativa, permanenza e universalità di architettura e scultura, vengono rifiutate per liberare l’oggetto dalla volontà dell’uomo di controllare la natura.

Nelle sue mostre lo spettatore è invitato ad immergersi per riflettere non sul significato simbolico che gli oggetti possono assumere dopo la lavorazione dell’artista, ma sulla loro organicità. Lo spettatore può così esperire la realtà dell’ambiente creato grazie al rapporto primordiale ed empatico che si sviluppa dal contatto con il materiale. Durham si ispira così al lavoro di Constantine Brancusi ed al suo tentativo di catturare e riprodurre l’essenza delle cose attraverso un processo scultoreo che tende ad evidenziare la realtà effettiva: l’idea alla base dell’oggetto piuttosto che la sua forma apparente.

L’atto dell’artista consiste semplicemente nel ricreare l’ambiente naturale da cui gli oggetti messi in gioco provengono, creando una foresta da ciò che già in sé ne è parte.

 

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