Ulisse e Nausicaa

Omero descrive il terrificante naufragio notturno di Odisseo al largo dell’isola di Scheria.

L’eroe riesce a nuotare fino a riva e si trascina sulla battigia nell’oscurità, riparandosi in un boschetto di ulivi per mettersi in salvo da banditi e animali selvatici. Il mattino dopo si sveglia sentendo Nausicaa e le sue ancelle che giocano a palla sulla spiaggia e chiede aiuto.

Gli danno un vaso di olio di oliva che lui si spalma sul corpo nudo, incrostato di sale, mentre loro rimangono a debita distanza, cercando di non fissarlo.

Poi Atena, la dea dell’olio d’oliva, trasforma quell’uomo, che era parso alle fanciulle ordinario e piuttosto malconcio, facendolo apparire alto e splendido come un dio, le spalle lisce e muscolose e i ricci luccicanti.

Nausicaa così, comincia ad architettarre strategemmi per sposarlo.

Uno degli usi più comuni nell’antichità dell’olio d’oliva, era l’applicazione sulla pelle per renderla più morbida e sensuale.

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