Le adulterazioni dell’olio

Non solo nel mondo antico, ma anche oggi l’olio  è uno degli elementi più spesso adulterati ed il problema è particolarmente grave in Italia, il principale Paese importatore, consumatore ed esportatore di olio d’oliva, oltre che centro del commercio internazionale.

Negli ultimi venti anni la produzione della Spagna è passata in testa, ma enormi quantità di olio spagnolo arrivano in Italia per essere confezionate e vendute, legalmente, come italiane.

Le adulterazioni si basano per lo più sull’aggiunta di aromatizzanti e coloranti ad oli vegetali di pessima qualità, che sono venduti in bottiglie e in latte con tanto di bandiera italiana, inventandosi i nomi dei produttori.

Altri raggiri più sofisticati prendono forma in laboratori ultramoderni, dove oli a buon mercato di vario tipo, di oliva ma anche di semi o di frutta in guscio, sono trattati e mescolati tra loro in modi difficilmente individuabili anche attraverso l’analisi chimica.

Una tecnica molto diffusa è la deodorazione blanda, per cui l’olio lampante a basso costo è privato di odori e sapori sgradevoli con un riscaldamento a 40-60°C. L’olio deodorato, anche se innaturalmente scialbo e privo del gusto fruttato che per legge deve avere l’extravergine, è anche quasi del tutto privo di difetti e non contiene tracce chimiche che sarebbero invece lasciate da un processo tradizionale di raffinazione.

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