LA TENUTA COLLINE DI ZENONE NELLA MAGNA GRECIA

L’ulivo, si sa, è arrivato a noi dal mondo greco, probabilmente dai Focei che proprio ad Elea decisero di abitare, per la conformazione geografica molto simile alla loro patria.

I Romani poi, furono grandi consumatori di olive, che conservavano in salamoia, nell’olio e nell’aceto. Le mangiavano a fine banchetto, cotte al forno, marinate, tritate e condite con aromi e miele, o accompagnate al vino, ben sapendo che l’olio rallenta l’assorbimento dell’alcol.

Catone fornisce la gustosa ricetta dell’Epytirum verde, una pasta di olive che i Romani gustavano sul cacio. Questi i suggerimenti: “Snocciolare le olive prescelte, tritarle e schiacciarle aggiungendo olio, aceto, coriandolo, cumino, finocchio, ruta e menta. Metterle in un vaso e coprirlo con l’olio: così sono pronte per l’uso”.

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