La Natura in tavola: l’oliva pisciottana

L’ulivo è la pianta da frutto più antica che si conosca. Già 4500 anni fa nel codice di Hammurabi VII, re di Babilonia, erano scritte le norme relative al suo commercio, alla sua sofisticazione e alle regole che erano tenuti a osservare il pruduttore e il venditore.

In Cilento questa pianta venne introdotta intorno al VII sec. a.C. con l’arrivo dei primi coloni greci e divenne ben presto parte del suo paesaggio. I Romani furono grandi consumatori di olive che conservavano in salamoia, nell’olio e nell’aceto. Se ne cibavano a fine banchetto cotte al forno, marinate, tritate e condite con aromi e miele accompagnandole al vino: l’olio, si sa, rallenta l’assorbimento dell’alcool.

Oggi la qualità più nota del Cilento è quella di Pisciotta, prodotta in quasi tutta l’area del Parco. Gli alberi hanno una chioma che può raggiungere i 12 metri di diametro e arrivare fino a 18 metri di altezza.

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L’olio extravergine che ne deriva, prodotto dalla Tenuta Colline di Zenone, è di elevata qualità, di grande pregio nutrizionale e ottimo con il pesce, nei sughi e per le fritture. E’ stato recentemente dimostrato che la cultivar pisciottana possiede la Vitamina E in quantità tre volte superiore alle altre cultivar.

La produzione 2015 è risultata un fruttato di oliva verde di media intensità con note di mandorla e mela. All’assaggio presenta amaro e piccante medi e retrogusto di carciofo.

 

 

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