Il ruolo dei monasteri nella cultura dell’olio

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La cultura dell’olivo rischiò di essere dimenticata con l’arrivo dei barbari.

I benedettini, dopo la caduta dell’Impero Romano, salvarono la millenaria tradizione dell’olio di oliva, poichè continuarono a produrre olio anche se i Longobardi preferissero condire i loro piatti con il burro.

Le fonti campane attestano per la pianta di ulivo una diffusione apprezzabile in area cavense, sulle terre della badia della Santissima Trinità, dove sembra palesarsi un incremento della presenza olivicola negli anni Quaranta del XIII secolo.

Testimonianze tratte dai registri dello stesso monastero, più tarde di circa un ventennio, segnalano oliveti posseduti nel Cilento.

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