Il paesaggio vegetale dell’antica Elea

L’antica città di Elea-Velia si inseriva in un paesaggio mediterraneo dominato da una vegetazione di piante sempreverdi. Tra esse spiccava l’olivastro, o ulivo selvatico, soggetto poi a domesticazione da parte dell’uomo.

L’arrivo nel territorio dei coloni Greci diede inizio allo sviluppo di un paesaggio agrario, sia legato alle colture cerealicole, sia alla coltivazione di piante arboree tipiche delle aree calde mediterranee, quali in particolare l’ulivo (Olea europaea) e probabilmente al carrubo.

Per quanto concerne l’ulivo, va rilevato che esisteva la sua forma selvatica nelle regioni più calde nel territorio italico, come lungo la costa campana. La sua coltura, legata alla spremitura dell’olio dai suoi frutti, iniziò già in tempi molto remoti presso le antiche popolazioni ebraiche e si sviluppò poi in tutto il Mediterraneo.

Da queste piante oggi si estrae l’olio extravergine di oliva monocultivar pisciottana, Elaìa, dal nome antico, che richiama col suono una terra ricca di miti e di storia. E’ stato recentemente dimostrato dall’Università Federico II di Napoli, che la cultivar pisciottana possiede la Vitamina E in quantità tre volte superiore alle altre cultivar.

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