David Mattingly e l’olio nell’Impero Romano

David Mattingly, professore di archeologia romana presso l’Università di Laicester, è un’autorità in fatto di coltivazione degli ulivi in epoca romana.

Nelle sue opere ha messo in risalto sia che l’olio extravergine di oliva era un’ottima moneta di scambio nella vita politica dell’Impero, talvolta preferita al denaro, sia che questo prodotto poteva spianare la strada verso il potere.

Gli imperatori Marco Aurelio e Adriano appartenevano ai clan dell’olio d’oliva della Hispania Baetica, l’odierna Andalusia e Settimio Severo nacque a Leptis Magna, capitale della Tripolitania, la Libia, regione famosa per la produzione di olio, dove la sua famiglia si era arricchita producendo l’olio  e le anfore destinate a trasportarlo via nave.

Ecco quanto afferma David Mattingly riguardo Settimio Severo:

Ho sempre considerato Settimio Severo come una specie di sceicco del petrolio. L’olio di oliva era fonte di enorme ricchezza e potenza.

Una volta ottenuto il potere, Settimio Severo lo conservò ancora grazie all’olio.

Chiese infatti ai suoi concittadini una donazione volontaria annua di un milione di libbre di olio d’oliva, una sorta di richiesta di offerte di stampo mafioso, e lo distribuì gratuitamente alla popolazione di Roma.

La sua strategia funzionò, facendogli conservare il potere per quasi vent’anni e trasmettendolo poi ai figli.

Essi però, privi del senso degli affari del padre, non gli diedero ascolto e fecero una brutta fine.

 

 

 

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