Consigli per distinguere un olio di qualità

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…e fare bene la spesa.

In commercio vi sono diversi tipi di olio.

  1. L’olio di semi, di qualsiasi genere, non si ottiene ovviamente dalla spremitura del seme, ma mettendo a macerare la materia prima in esano o eptano, ovvero in benzina, un prodottto per nulla commestibile! Attenzione ad una falsa credenza: non è per nulla vero che l’olio di semi è ideale per la frittura. Quando l’olio brucia crea delle sostanze tossiche ed il punto di fumo
  2. corrisponde alla temperatura massima raggiungibile da un olio prima che questo inizi a bruciare e a decomporsi creando le sostanze tossiche. Mentre l’olio di girasole ad esempio a il punto di fumo a meno di 130 °C l’olio extravergine di oliva ha il punto di fumo a 210 °C. L’olio d’oliva dunque è l’olio ideale per friggere grazie ad un punto di fumo abbastanza elevato.
  3. Sarebbe necessario imparare a leggere l’etichetta. Se un olio risulta della Comunità Europea, vuol dire che è stato prodotto in luoghi dove è concesso dalla legge irrorare le piante con prodotti che nuocciono gravemente alla salute.
  4. Se un olio risulta confezionato in Italia, significa allo stesso modo che è arrivato nel Bel Paese a prezzi molto bassi e con vari passaggi diventa un olio extravergine, pur essendo solo vergine o addirittura di sanza.
  5. L’olio extravergine di oliva che fa bene alla salute è ricco di polifenoli, perché sono questi gli elementi che combattono i radicali liberi e ci preservano da importanti malattie, per cui l’olio deve essere amaro e piccante. Il dolce infatti è segno di ossidazione e perdita di polifenoli.
  6. La luce è nemica dell’olio, quindi non bisogna fidarsi di una bottiglia trasparente!
  7. La temperatura dell’olio deve essere costante e la serietà del vostro produttore provvederà anche a conservare il prodotto in un ambiente climatizzato.

 

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